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Storia della scuola

L’Istituto Comprensivo “Emanuele Terrana” di Ardore Marina comprende le scuole dell’infanzia, primaria e media dei comuni di Ardore, Benestare, Careri, Ciminà e Natile.

Le scuole ubicate nel territorio operano in un ambiente geograficamente vasto,  eterogenea si presenta tutta l’utenza.

Il territorio presenta diverse fasce sociali: accanto a qualche piccola industria ed alla sopravvivenza dell’artigianato locale, ricco di storia e tradizioni, l’attività principale è quella terziaria nei centri più sviluppati e dell’agricoltura e allevamento nell’entroterra.

Tra la popolazione del territorio di Ardore ci sono numerosi nomadi, ormai sedentarizzati, i cui figli richiedono percorsi didattici formativi diversificati, personalizzati, e per i quali gli insegnanti continuamente sensibilizzano le famiglie e le autorità competenti per ottenere una frequenza più regolare che dia loro la possibilità di una migliore integrazione scolastica e sociale. Vi è anche una rilevante presenza di extracomunitari.

I plessi dei tre ordini di scuola situati nelle varie frazioni operano in un contesto socio-culturale privo di stimoli particolari, interessato da una serie di problemi che incidono negativamente sui nuclei familiari e in special modo sui ragazzi in fase di crescita. L’assenza di spazi, visti come punto di aggregazione, stimola i giovani a trovare momenti di socializzazione nelle strade e nei bar.

In questo contesto, la Scuola viene ad occupare un posto di rilievo nell’educazione dei ragazzi, per cui obiettivo primario dovrà essere quello di fornire motivazioni e stimoli alla partecipazione, cercando di mediare i contenuti culturali, renderli assimilabili e motivare all’operatività.

Particolare attenzione sarà dedicata all’obiettivo di fare della scuola un’ occasione di democrazia e di partecipazione, affinché gli alunni possano sempre più divenire consapevoli di essere membri di un corpo sociale e di essere capaci di giudizio critico, di autonomia e di creatività.

Altra importante questione da considerare è il problema del rapporto Scuola-Famiglia, che registra, purtroppo, una scarsa partecipazione dei genitori. Ciò risulta più preoccupante, ove si consideri che la fascia più assenteista rappresenta quasi sempre l’interlocutore indispensabile per la soluzione dei tanti problemi che caratterizzano la vita scolastica degli alunni più svantaggiati.

Del resto la scuola, riconoscendo di non esaurire tutte le funzioni educative, favorisce, attraverso la partecipazione democratica negli organi collegiali, l’interazione formativa con la famiglia e la più vasta comunità sociale e civica.

Scuola, famiglia e società creano, infatti, le basi per un percorso formativo unitario finalizzato alla crescita degli alunni e alla piena formazione della loro personalità in tutti i suoi aspetti.

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